| È il 1997 quando questo cd effettua la sua irruente entrata sul mercato musicale. Provenendo da un periodo di crisi dovuta alla morte del loro ex bassista Jason Thirsk, (tossicodipendente suicida) i Pennywise aggiungono alla loro musica, oltre che alla solita rabbia, anche il dolore dovuto alla perdita del loro compagno… Il titolo del cd effettivamente è un collegamento a quanto successo, dato che full circle tradotto letteralmente significa “circolo vizioso”. Full Circle è il full-lenght che getterà le premesse per regalare ai Pennywise la fama e la devozione che si meritano, e che li spingerà ad incidere poi in seguito un cd come Straight Ahead che rimane fino ad oggi il loro lavoro più venduto. Utilizzando la solita metodica musicale, compongono uno dei punk hard core più belli mai sentiti, che ha fatto scuola a tanti altri gruppi a posteriori alla loro venuta. Il lavoro dei californiani presenta sempre la solita cattiveria contro il nostro sistema, ed in particolare con il “puppet government” americano, iniziando il cd con un grido di lotta esplicito, intitolando la prima canzone “Fight ‘Til You Die” che incita a preparsi al giorno del giudizio. Continuano con le denunce alla monotonia della nostra vita e al giogo che portiamo al collo, scrivendo canzoni come “Get a Life”, per indurre chi li ascolta a dimenticarsi della depressione che li circonda, della religione, della televisione e delle marionette che ci stanno dentro. Proseguono poi con varie tracce, ambientate sempre sugli stessi scenari, e con la stessa musica provata di sempre, con le linee di basso che colpiscono spesso per le loro variazioni, la batteria lanciata a scandire il tempo e ad accompagnare la pesantissima chitarra distorta. Come il titolo, anche l’ultima traccia del cd è dedicata a Jason Matthew Thirsk, che il resto del gruppo considerava più come un fratello, piuttosto che come un compagno di viaggio. “Bro Hymn” è infatti un tributo all’amico perduto, e rappresenta secondo me una delle canzoni più belle e cariche che i Pennywise siano mai riusciti a scrivere, una canzone che viene cantata da Lindberg e suonata da tutti con il pathos e la forza di chi ha perso qualcosa di importante, ma ha guadagnato una nuova ragione di vita… “Your life is the most precious thing that we could lose Jason Matthew Thirsk this one's for you” |