| Nuovo lavoro, ma stesso vecchio stile per i Pennywise. Corre l’anno 2003 quando i Pennywise escono sul mercato musicale con il loro “From The Ashes” marchiato ancora una volta Epitaph. Sono passati due anni dal precedente lavoro “Land Of The Free?” e si capisce dai testi che la band di Hermosa Beach ha perso la voglia di fare musica politica, ma non di continuare a fare un po’ di morale in ogni canzone propagandando il proprio pensiero tramite la voce di Jim Lindberg. Lo stile hardcore melodico è una costante che ormai i Pennywise conoscono in tutti i minimi particolari, e avendo appreso con l’esperienza e con il tempo ogni segreto, ognuna delle 14 tracce è impeccabile sul piano musicale. Ogni nota scorre senza problemi sotto il laser del lettore cd che non si accorge di quello che sta riproducendo. Non fa caso ai cambi di tempo, agli stop and go, ai corti ma efficaci assoli di chitarra, alla voglia di spaccare il sistema che trasuda dalla plastica del cd, non fa caso a quello che c’è in ogni traccia dietro al titolo ed alle melodie. La sessione si apre con “Now I know”, e prosegue sulle note di “God Save The USA” che riportano un po’ ai concetti dei tempi che furono in “Land Of The Free?”, parlando di quanto l’America stia decadendo sotto il governo del presidente Bush. Continuano poi ad urlare la loro voglia di rompere i legami con questo sistema in una traccia che ha uno stile assurdo, chiamata “Something To Change” dove Lindberg recita “Cause I need something to change - Something to break - Some way to get away” diffondendo, come meglio sa fare, la sua voglia di lottare per cambiare il corso degli eventi… Fra tutte le altre, “Yesterdays” è forse la canzone che si discosta un po’ più dalle altre, dove non viene cantata la difficoltà di vivere nel presente, ma al contrario, la facilità di rimanere ancorati al passato, e di come non ci si vorrebbe distaccare dai giorni trascorsi, instillando un senso di malinconia amplificato da un giro di pianoforte presente soltanto in questa canzone. E sinceramente è quello che anche io spero per i Pennywise, che rimangano sempre ancorati nel passato, senza cambiare mai, senza invecchiare, ma continuando ad essere sempre i soliti rivoltosi skater-punk di sempre, non smettendo mai di produrre dell’ottimo punk hardcore melodico come hanno sempre fatto. |