| Se la rabbia avesse un nome ed avesse la capacità di scrivere un manifesto credo che lo chiamerebbe proprio “Land Of The Free?”. Dopo una serie di album relativamente belli, con i quali la band si è affermata sulla scena del punk hard core melodico, esce nel 2001 il loro capolavoro targato Epitaph (lasciando a bocca asciutta tutte le altre major discografiche che avrebbero voluto il loro lavoro…). In questo cd i Pennywise si scontrano violentemente contro il processo di globalizzazione scrivendo testi che diventano non solo canzoni, ma inni e cori che spingono alla ribellione, potenziando le loro musiche con suoni da guerriglia (urla di manifestanti, elicotteri, sirene…) e rispolverando il caro vecchio sound punk hard core. “Land Of The Free?” nasce come slogan ironico ripreso dal motto proveniente dagli states “Home of the brave, Land of the free” e Lindberg in un intervista afferma che lo scopo della band era quello di creare non solo un cd ma una colonna sonora della vita di qualsiasi attivista politico. Infatti ogni testo a qualcosa da esprimere, qualcosa da urlare al mondo, qualcosa che dev’essere tirato fuori perché troppo pesante per essere messo a tacere… Ed è per questo che nascono canzoni come “WTO”, “Fuck Authority”, “My God” e la stessa “Land Of The Free?”, che si scagliano contro qualsiasi oscenità perpetuata negli anni dalla società. A sostenere la voce di Jim Lindberg intenta per tutta la durata del cd a denunciare gli scempi che deve subire la nostra generazione si alternano le melodie del resto del gruppo che con lo stile punk coltivato per ben 10 anni (i pennywise sono attivi dal 1990) esaltano il messaggio di ribellione e di resistenza. I Pennywise incidendo questo cd confermano di essere un gruppo che non dev’essere soltanto ascoltato, ma dev’essere capito ed emulato, perché come dice una mia grandissima amica “Il nostro mondo ha un gran bisogno di ribelli…”. |