| Comincia con un’ introduzione pianistica che sembra rubata ad un western d’altri tempi, il secondo dei giovanissimi Okkervil River. Esordienti nel 2000 tornano a fine 2003 in sordina, rispetto al mercato dei grandi nomi, con questo “Down The River Of Golden Dreams” targato Jagjaguwar. Neanche una manciata di secondi e siamo strattonati fuori dal classico saloon tutto wiskey & scazzottate. L’impressione è quella di una clamorosa novità, una ventata di piacevole e sorprendente freschezza. Provenienti direttamente da Austin in Texas, sono tutt’altro che una southern rock band, fuorviante quindi anche l’intro pianistico (oltre che la locazione geografica ). Quello che aspetta l’ ascoltatore in realtà sono 11 tracce di un pop dolcemente ricamato, fatto per lo più di chitarre acustiche e voce altalenante fra il melodico e lo sgraziato. Si tratta a grandi linee del classico gruppo “scazzone”. Suonano forte, sono esuberanti ma la loro passionalità non fa torto alla melodia. Sono grezzi a tratti, ma impulsivamente romantici. Di fronte a loro i decadenti e trasandati The Veils appaiono solo una cover sbiadita e tremendamente artificiali. Il paragone che forse gli rende più onore è quello con il leggendario Jeff Buckley, di cui sembrano avere la stessa propensione per la melodia e lo stesso pathos nel cantato; ma del quale non riescono a mantenere la stessa signorile nobiltà per tutto il disco, allentando la tensione con una certa autoironia. Da dieci e lode “The War Criminal Rises And Speaks” strazziante canzone sulla solitudine e sulle costrizioni che ci imponiamo tutti i giorni. “…Please stop ignorino the heart inside…” .Con un nodo alla gola in piedi signori, non si sentono spesso canzoni come questa. Dopo una partenza quieta, la canzone straripa in urlo disperato rauco e sgraziato, per poi sfumare nel sussurrato. Notevoli anche la romantica “Blanket And Crib” “…so go on, smile…that’s your style…” o le più energiche “The Velocity Of Saul At The Time Of His Conversion”, “Maine Island Lovers” accompagnata da una piacevole armonica e “Song About a Star” dove una voce rubata al Karaoke precede la ripresa degli accordi pianistici posti in apertura. Disco meraviglioso, che dovrebbe essere distribuito gratuitamente fuori dai licei, perché gli acquirenti “da hit parade” sappiano che c’è qualcosa di più. Che la ricerca continui! |