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Sapere che in Italia esistono gruppi come gli Anomia ti fa andare a letto più sereno. Non perché siano dei geni, intendiamoci. Anzi, proprio perché sono una band normale che suona musica di qualità senza voler strafare. La loro esistenza, in un certo senso, corrobora l'idea magari illusoria che anche in questo paese sia presente un sostrato musicale di buon livello, da cui ogni tanto possa distinguersi l'innovatore, o la band dotata di classe superiore.
Alla formazione mantovana sono stati necessari sette anni per arrivare alla registrazione di questo primo full length, licenziato in pompa magna da Degenero Records. Che c'è di speciale in questi Anomia? vi starete chiedendo con legittima perplessità. Nulla, mi vien da rispondere. Ma, proprio per questo, il fatto di arrivare a fine disco con tale naturalezza, senza quasi accorgersene, dovrebbe sorprendere. “Closing up the Basement” è un lavoro di facile ascolto, tirato, suonato senza macchia e prodotto in maniera stupefacente. E piace perché sa di tante cose: c’è il pop-punk rockeggiante degli ultimi Midtown e Alkaline Trio, ci sono pezzi più robusti che ricordano l’emocore all’italiana di Seed’n’Feed e Garretti, e c’è la capacità d’inasprire i toni dove necessario, con rimandi non casuali al punk rock melodico dei Rise Against. Riferimento quasi obbligatorio, quello al gruppo di Chicago, vista l’abilità nel conciliare irruenza sonora e melodia. Ottima, nel particolare, l’interpretazione del vocalist Pedro, che abitua l’ascoltatore al suo timbro pacato, per poi sconfinare con scioltezza non comune in un cantato sofferto, evitando le abusate contrapposizioni vocali tanto in voga in questi ultimi anni.
E pazienza se cantano in inglese (fossero gli unici) e se alla fine non si trovano pezzi particolarmente memorabili che emergano dal resto del gruppo. Un disco solido come questo va premiato in ogni caso. Perché, pur non facendo gridare al miracolo, è un album coinvolgente, omogeneo e di grande pulizia espositiva. Roba come questa in Italia rimane merce rara.
Mattia Luchetta
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